Cicloturismo in Italia

Cicloturismo in Italia: un’opportunità da cogliere.

Anche da noi il cicloturismo è un fenomeno in crescita, come confermano i dati del Consorzio Italy Bike Hotels: la stagione 2012 ha registrato 1.500.000 presenze cicloturistiche sul territorio nazionale, 300.000 nella regione Emilia-Romagna e di queste il 50% nella sola Riccione, con una quota dominante dei mercati esteri pari a circa l’80%. Tuttavia, il cicloturismo ha fortissime potenzialità ancora inesplorate.

L’Italia si presta in maniera particolare al cicloturismo per la bellezza paesaggistica e il clima mite. Un adeguato sviluppo del cicloturismo permetterebbe un’estensione della stagione estiva: molti cicloturisti stranieri, infatti, potrebbero preferire visitare il nostro paese nei mesi tardo primaverili di maggio e giugno, o in quelli autunnali di settembre e ottobre, rispetto ai mesi classici di agosto e luglio, già molto affollati e troppo caldi per questo tipo di turismo. Tutto ciò permetterebbe un migliore utilizzo delle strutture turistiche ora già esistenti, senza la necessità di doverne costruire altre. L’identikit del turista che visita l’Italia sembra più che compatibile con l’ecoturismo e in particolare con il cicloturismo.

L’indotto, anche solo turistico, delle due ruote è impressionante: si pensi che in uno stato medio-grande degli USA, il Wisconsin, uno studio parla di un impatto economico, turistico in primis, della bicicletta, che da solo vale 1,5 miliardi su base annua per lo Stato. Impegnarsi ardentemente nella ‘causa’ della bicicletta è una realtà che si potrebbe concretizzare con l’impegno e con un’attenzione particolare ai vantaggi che da essa derivano: vantaggi per l’ambiente, ma anche per l’economia, locale soprattutto. In città, sostituire ad esempio molti parcheggi per auto con quelli per bici, realizzare piste ciclabili laddove l’auto è regina non solo renderebbe più vivibile il centro abitativo ma aiuterebbe chiunque a stare più in sintonia con l’ambiente circostante, senza dover sopportare eccessivamente il traffico: la salute delle famiglie, così come l’umore di ogni singolo cittadino, accoglierebbero positivamente tale cambiamento in modo da impiegare meno soldi nella cura della salute. L’ambiente stesso risulta essere l’indicatore naturale di quanto sia vantaggioso investire nella bicicletta. La bicicletta, dunque, può rappresentare una rivoluzione sia nella realtà del turismo sia per le città.

Il percorso è ancora lungo per poter decretare il successo già ottenuto in altri Paesi europei, ma i segnali che sono emersi rappresentano le basi per far sì che la bicicletta possa entrare effettivamente nella familiarità di ogni giorno, per migliorare la nostra vita a livello personale e non solo: essa è un vantaggio per le amministrazioni locali che intendono incentivare l’uso della bicicletta perché investire sulla mobilità ciclistica significherebbe un risparmio per le casse pubbliche, proprio come è dimostrato da quei Comuni che fanno delle due ruote un’importante leva economica, potendo così di conseguenza migliorare le altre realtà sociali dei propri cittadini