Responsabilità sociale e codice etico

Il ciclismo rappresenta la disciplina sportiva che più di tutte ha voluto fare chiarezza e pulizia sul piano della responsabilità e dell’etica.

Additato spesso a sproposito di essere infestato di pratiche illecite e scorrettezze inaudite, il ciclismo, invece di difendersi o scaricare su altre discipline sportive certi addebiti, ha reagito come la scuola di vita rappresentata dallo sport insegna: analizzando senza indulgenze ogni potenziale criticità, innalzando il livello dei controlli e delle conseguente sanzioni e colpendo senza fare alcun sconto anche il contesto degli amatori.

Già, perché gli amatori sono i padri e le madri dei giovani che saranno il futuro di questo sport ed è essenziale che ricevano una corretta educazione etica e sportiva.

Solo il ciclismo, per il tramite della Federciclismo, ha ideato ed emanato una normativa etica per il mondo amatoriale dimostrando coraggio e determinazione che ad oggi nessuna altra disciplina, anche se almeno parimenti infestata dal doping amatoriale, ha avuto la capacità di applicare.

Tutti gli eventi di Formula Bici applicano rigorosamente la normativa etica, che prevede l’impossibilità, per chi abbia subito una squalifica di oltre 6 mesi per doping, di partecipare alle classifiche agonistiche.

Ogni partecipante agli eventi di Formula Bici deve essere un rappresentante dei principi etici del mondo del ciclismo comportandosi da sportivo ed attuando le corrette pratiche di partecipazione che si estendono anche alla attenzione all’ambiente che va preservato lasciandolo intatto e pulito.

Esempio e correttezza sono e saranno sempre il binomio inscindibile di Formula Bici.